ErnestoNella Trie­ste del 1911, il 16enne Erne­sto vive con la madre nella casa ammi­ni­strata dagli zii e tutori Gio­vanni e Regina. Poco inte­res­sato allo stu­dio del vio­lino, molto supe­fi­cial­mente di idee socia­li­ste, ebreo di scarsa fede, Erne­sto lavora in qua­lità di pra­ti­cante di com­mer­cio presso Carlo Wil­der, vel­lei­ta­rio scrit­tore e ven­di­tore di farina all’ingrosso. Inca­ri­cato di tenere i conti e di diri­gere gli ope­rai al lavoro, il gio­va­not­tello fa ami­ci­zia con un fac­chino 28enne che non fatica molto a sedurlo e con­vin­cerlo a pro­vare i pia­ceri omo­ses­suali. Più per l’innata pigri­zia che per fug­gire a quel nuovo amico par­ti­co­lare, Erne­sto si fa licen­ziare da Wil­der. Ripreso lo stu­dio del vio­lino e il gusto per le com­pa­gnie bor­ghesi, Erne­sto in occa­sione di un con­certo fa ami­ci­zia con Emi­lio Luz­zato, un suo coe­ta­neo e, improv­vi­sa­tosi mae­stro, inco­min­cia a fre­quen­tare la ric­chis­sima fami­glia ebrea. In casa Luz­zato il nuovo venuto diviene pomo della discor­dia tra Emi­lio, detto Ilio, e la sorella gemella, Rachele. Pas­sando al di sopra delle pro­prie con­torte espe­rienze ses­suali, sti­mo­lato dalla fami­glia, felice di una così alta con­qui­sta, Erne­sto fini­sce per legarsi a Rachele che gli verrà offerta in sposa.